Walter Branchi
October 16, 2014

 
Yesterday afternoon at 6pm, on the terrace of the Foundation Isabella Scelsi on the via S. Teodoro in Rome, a completely charming place, my conversation with a Roman audience unfolded about "The discovery of a musical world". The ambience was absolutely magical: a beautifully cared-for terrace with lovely lemon trees, roses, and a diversity of other plants. The view from the terrace directed our attention towards the Foro Romano, Rome's historical center that was particularly stunning under the early evening sky.
 
My Rome, the Rome I love profoundly because it's where I was born and where so many important things happened in my life, stirred my inner feelings and outer thoughts through a softly colored sunset with modulated light from ominous clouds and others white and soft, contrasting against the sky as it gradually became increasingly deep indigo.
 
Many people were there, among them friends and musical colleagues. I began by explaining my concept of music in words and with images. At a certain point, I had people listen and look at the first canon in two voices from the Musical Offering of Johann Sebastian Bach, so as to reaffirm again that "there's nothing new under the sun". In fact, my technical approach to composing follows paths that are very different from those of Bach, and yet arrives at the same conclusion: counterpoint and its rules are the basic discipline in any musical composition.
 
Following various illustrative images and spoken words, we arrived at a need to listen to a piece of music. With the help of an excellent sound system, I began to play Ora, di terra, composed several years ago. The sounds of the surrounding city environment immediately combined with the sounds of the music. Together they created a complex listening space that simultaneously awakened unexpected sentiments and profound emotions in the feelings of the listeners.
 
Listening to Ora, di terra was followed by Concorde that showed another facet of my ongoing composition Intero, the life-long ever-evolving composition that is always the same yet always different. The night advanced in the infinity of its repetitions.
 
Translation from Italian by Joel Chadabe

 

 

Sono riuscito a far cantare il traffico di Roma

Walter Branchi
16 Ottobre, 2014

 
Ieri pomeriggio alle ore 18:00, in un luogo charmant, com’è il terrazzo della Fondazione Isabella Scelsi in via S. Teodoro, si è svolta una mia conversazione con il pubblico di Roma sul tema “Alla scoperta di un mondo musicale”. L’ambiente era assolutamente magico: un terrazzo molto curato con bellissime piante di limoni, rose e varie altre essenze vegetali. La vista dal terrazzo si affaccia direttamente sul Foro Romano e anche la Roma del centro storico si staglia in modo particolarmente visibile nel cielo della città.
 
La mia Roma, quella che amo profondamente perché è la città dove sono nato e dove sono successe tante cose importanti della mia vita. Accompagnava il mio dentro e il mio fuori un tramonto dolce fatto di luce modulata da nuvole minacciose e da altre bianche e soffici in contrasto con un cielo che lentamente volgeva sempre più all’indaco.
 
Erano presenti varie persone, tra le quali amici e colleghi musicisti. Ho iniziato a spiegare la mia idea di musica attraverso parole e grafici, facendo vedere e sentire a un certo punto, il primo canone a due voci dall’Offerta musicale di Johann Sebastian Bach per ribadire, ancora una volta che “non esiste nulla di nuovo sotto il sole”. Difatti la mia tecnica compositiva, seguendo tutt’altre vie da quelle di Bach, arriva poi alle stesse conclusioni operative: il contrappunto e le sue regole sono la vera disciplina delle parti in qualsiasi composizione musicale.
 
Dopo varie immagini esplicative proiettate e parole dette si è arrivati a sentire necessario l’ascolto di un brano musicale. Con l’aiuto di un tecnico audio formidabile Ora, di terra, composta qualche anno fa, ha iniziato il suo canto e i rumori dell’ambiente si sono subito accordati con la musica creando uno spazio d’ascolto complesso, vitalizzato anche da inaspettati sentimenti ed emozioni provenienti dal profondo dell’anima degli ascoltatori.
 
L’ascolto è proseguito con Concorde, che ha svelato un’altra “faccia” di “Intero”, sempre uguale e sempre diverso, mentre la notte avanzava nell’infinito suo ripetersi.